Categoria: Luoghi del Cuore

Punti di interesse sul territorio

  • Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano: storia, vino e nuove esperienze tra le colline bolognesi

    Una villa che parla di storia

    Sulle dolci colline che dominano Casalecchio di Reno, a pochi chilometri dal centro di Bologna, sorge Villa Marescalchi, residenza storica circondata da un grande parco verde e da vigneti che raccontano secoli di vita, cultura e produzione vitivinicola. La villa e la tenuta rappresentano oggi uno dei luoghi più affascinanti del territorio bolognese, dove storia, natura e vino si intrecciano in un quadro unico.

    La villa fu costruita nella metà del XVIII secolo dal conte Vincenzo Marescalchi. Inserita in una grande tenuta agricola, era circondata da un parco all’inglese con alberi secolari e si affacciava sui vigneti circostanti, che da sempre caratterizzano queste colline. Sebbene la villa originaria abbia subito gravi danni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando una parte significativa dell’edificio fu distrutta, ciò che rimane è stato restaurato con cura, mantenendo un forte carattere storico e architettonico.

    Nel corso dei secoli la proprietà passò attraverso matrimoni nobiliari alla famiglia Visconti di Modrone, antica e prestigiosa casata milanese. Oggi la villa appartiene ancora a questa famiglia, che ne custodisce la storia e continua a valorizzarne il patrimonio.

    La tenuta di Tizzano: un cuore produttivo

    Villa Marescalchi non è un luogo chiuso nel passato, ma fa parte di una tenuta agricola viva e produttiva, conosciuta come Azienda Agricola Tizzano. La proprietà si estende complessivamente su circa 230 ettari di terreno collinare, con esposizione al sole e un clima ideale per la viticoltura. Sulle pendici vengono coltivati vigneti dove crescono varietà locali e internazionali come Pignoletto, Barbera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco, Riesling Italico e Sauvignon.

    La tenuta è parte dell’area di produzione dei vini dei Colli Bolognesi, con vini riconosciuti sotto la denominazione DOC e DOCG. Tra questi il Pignoletto è uno dei vini più rappresentativi, disponibile in versioni frizzante, spumante e fermo, e considerato uno dei bianchi più tipici del territorio. La filosofia della produzione unisce tecniche moderne di vinificazione al rispetto per la tradizione e per il paesaggio agricolo, con cura manuale delle uve e attenzione alla qualità.

    Degustazioni, visite e attività odierne

    Oggi Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano sono aperte al pubblico attraverso diverse esperienze. L’azienda offre visite guidate in cantina e ai vigneti, durante le quali è possibile conoscere il processo di produzione del vino e degustare le varie etichette accompagnate da prodotti tipici locali. Le degustazioni sono su prenotazione e sono pensate per far conoscere non solo i vini ma l’intero legame con il territorio

    La tenuta ospita anche eventi stagionali e iniziative culturali. Tra queste ci sono concerti al tramonto tra i filari, passeggiate con degustazioni guidate e altre attività legate alla cultura del vino e della campagna. In alcune occasioni il parco storico della villa è stato inserito in manifestazioni come “Giardini Aperti”, attraverso cui è possibile visitare gli spazi esterni e apprezzare la bellezza naturale e storica del luogo.

    Un luogo da vivere

    Villa Marescalchi è quindi un luogo da vivere in prima persona, non un semplice monumento da guardare da lontano. Le sue stanze, il parco, i vigneti e le esperienze offerte permettono di immergersi nella storia e nella cultura dei Colli Bolognesi. Passeggiare tra i filari, visitare le cantine, degustare i vini e partecipare alle attività proposte significa comprendere appieno il valore di un territorio che unisce passato e presente, natura e gusto.

    In questo modo Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano rappresentano un esempio di come un luogo storico possa continuare a vivere e a raccontare storie, attraverso la produzione del vino, la cura del paesaggio e l’accoglienza di chi desidera conoscerne la storia e il fascino.

  • Il Focolare delle Idee


    La biblioteca Cesare Pavese, oggi in via Porrettana 360, era prima situata in via Cavour vicino alla sede del Liceo “L. da Vinci” e ha una storia ricca e interessante.


    Nel 1958, l’assessore alla Cultura di Bologna organizzò una collaborazione tra vari Comuni dell’area metropolitana, con l’obiettivo di unire biblioteche e punti di lettura e promuovere un progetto culturale sul territorio.

    La struttura della Casa della Conoscenza è stata costruita con grandi vetrate, per garantire luminosità naturale, spazi ampi e profondità, e favorire un rapporto continuo tra ambiente esterno e interno.


    Situata nel centro del Comune di Casalecchio di Reno, la Casa della Conoscenza è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: davanti all’edificio ci sono fermate per autobus e corriere, oltre a un parcheggio laterale per auto e motocicli.

    Nel 1966 ebbe inizio la progettazione della nuova biblioteca di Casalecchio, destinata a ospitare sale studio, scaffali con volumi di libri e sale di lettura.


    La prima Biblioteca “Cesare Pavese” nacque dalla collaborazione tra i comuni del territorio e fu intitolata al celebre scrittore e poeta per  l’alto valore civile e culturale.

    Nel Comune di Casalecchio di Reno troviamo anche altre strutture che onorano personaggi celebri, come il Palazzetto dello Sport “Cabral”, il Parco Francesco Zanardi e la Piscina Martin Luther King.


    Il progetto di costruire la nuova Casa della Conoscenza, come simbolo di centro culturale e cuore della comunità del paese, era inizialmente destinato a realizzarsi nell’attuale sede del Municipio, in seguito fu individuata l’area ampia ed estesa di via Porrettana davanti al teatro Laura Betti. 

    Nel secondo dopoguerra, Casalecchio era cresciuto diventando uno snodo particolarmente frequentato, anche grazie alla linea tranviaria Casalecchio-Vignola. Sul vasto piazzale dove oggi sorge la Casa della Conoscenza vi era il tracciato della linea ferroviaria. Si ricorda addirittura l’episodio  di un treno che, non riuscendo ad azionare i freni, sfondò le vetrate e finì la sua corsa dentro l’ufficio postale di via Garibaldi.


    Dopo la dismissione dei tram e della ferrovia, si aprì in una zona centralissima un vastissimo piazzale di terra battuta, ideale per ospitare il mercato settimanale e per la collocazione di un grande parcheggio. 

    Il luogo si prestava ad accogliere l’edificazione di un simbolo, un centro di aggregazione, che non a caso si inserì nella rete di toponimi che richiamano l’idea di casa come spazio condiviso — Casa della Salute, Casa dell’Ambiente, Casa della Solidarietà, Casa per la Pace.

    All’origine, come matrice comune, vi è proprio Casalecchio, ovvero un piccolo gruppo di case raccolte, unite per proteggersi sorte lungo il Reno, il cui nome rimanda allo scorrere delle acque del fiume. Da questa radice, quasi per gemmazione si riproducono nel paese questi ambienti che concentrano in sé significati, valori e accolgono una comunità fertile. 


    La Biblioteca, aperta da martedì a sabato, è frequentata da utenti provenienti da tutti i comuni limitrofi, come Sasso Marconi e Zola Predosa, compresa Bologna e offre servizi efficienti come il prestito circolante.

    Si tratta di una biblioteca di pubblica lettura, dove gli utenti possono consultare libri e volumi a scaffale aperto, ma anche enciclopedie, riviste e quotidiani. Di particolare interesse sono la selezione locale, dedicata alla storia del territorio, la sala morbida dedicata alla prima infanzia e quella destinata agli adolescenti, lo spazio computer e l’ampia sezione musicale.


    La biblioteca conserva anche testi antichi, tra cui il Fondo Napoleonico una collezione di circa 400 volumi, che si possono consultare su richiesta.


  • Parco Talon, il cuore verde di Casalecchio

    Un parco, una comunità

    A pochi passi dalla città di Bologna, immerso nel verde dei colli e accarezzato dal fiume Reno, si apre uno spazio straordinario: il Parco della Chiusa, un luogo dove la bellezza del paesaggio incontra la sostenibilità e l’inclusione sociale grazie al lavoro della cooperativa COPAPS. Un esempio concreto di come il territorio possa essere valorizzato nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

    Un polmone verde alle porte di Bologna

    Conosciuto anche come Parco Talon, il Parco della Chiusa si estende su oltre 100 ettari nel territorio di Casalecchio di Reno e lambisce i comuni di Bologna e di Sasso Marconi. Il Parco nasce come proprietà privata della famiglia nobile Sampieri Talon che nel XVI secolo acquistò queste terre e costruì la villa con ampi giardini ornamentali, alle pendici delle colline bolognesi. Questo spazio naturale è una vera oasi ecologica, caratterizzata da boschi, prati, sentieri e scorci panoramici che raccontano la storia del territorio. Si possono trovare anche specie animali, come: la salamandrina dagli occhiali, anfibio che assomiglia alla lucertola, che è il simbolo del parco; ma ci sono anche lupi, cinghiali, rapaci, faine… 

    È il luogo ideale per passeggiate, gite in bicicletta, attività all’area aperta o solo per rilassarsi immersi  nella natura. Il parco è accessibile da vari ingressi e collegato tramite percorsi ciclo-pedonali anche alla città di Bologna.

     

    Nel cuore del Parco, sorge l’Agriturismo Parco della Chiusa, progetto inaugurato nel 2023, che unisce accoglienza, ristorazione e attività educative in una struttura completamente rinnovata e accessibile. È possibile prenotare camere immerse nel verde, mangiare piatti semplici e genuini, partecipare a laboratori e visite guidate nella fattoria didattica, dove si scoprono le api, l’orto e gli animali. L’agriturismo è gestito dalla COPAPS, fondata nel 1979,  che accoglie persone in condizioni di fragilità con l’obiettivo dell’inclusione e inserimento nel mondo lavorativo.

    Il Parco e la Chiusa, che è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani, sono un angolo autentico e prezioso del nostro territorio, un’occasione per conoscere e sostenere chi lavora ogni giorno per una società più giusta, inclusiva e sostenibile.  

    I ragazzi della cooperativa agricola sociale si occupano della parte ristorativa ,della colazione e della preparazione del miele presso i laboratori di smielatura ed etichettano i barattoli di miele.

    Secondo noi ciò che rende il blog più personale e più vicino ai ragazzi della nostra età è raccontare le cose che ci piacciono fare nel parco, come andare in bici o rilassarci sull’ erba, e consigliare attività che abbiamo provato davvero. Possiamo anche suggerire un posto da vedere, come un punto panoramico  o un sentiero immerso nella natura.