Autore: Nicolò Petrella

  • Lunario casalecchiese ⌚📅

    Introduzione

    Il Lunario Casalecchiese è una pubblicazione annuale, giunta alla sua trentesima edizione, che raccoglie la storia, la memoria, le immagini d’epoca e i racconti legati alla comunità di Casalecchio di Reno. Questo calendario locale documenta eventi significativi, frammenti di vita quotidiana del passato e le trasformazioni urbanistiche che hanno segnato il territorio.

    foto del calendario del mese di aprile

    Tra le sue pagine si possono trovare tracce della storia di eccellenze industriali locali, come la Fars (Fabbrica Italiana Racchette e Sci), attiva fin dagli anni ’50.

    Prime foto Fars anni ’50

    fabbricazione racchette sportive


    E non mancano rubriche e siparietti tra i luoghi simbolo, come il Lido di Casalecchio (la “spiaggia” dei bolognesi) e i volti di personaggi che hanno contribuito a preservare la memoria locale, ad esempio lo storico Pier Luigi Chierici.

    Attraverso vecchie fotografie ripescate tra i cimeli di famiglia, il Lunario mostra il volto della “Casalecchio d’na vòlta”, stimolando il ricordo e un pizzico di nostalgia negli abitanti.


    Storia e cultura

    Il Lunario nasce nell’ambito delle celebrazioni del patrono e viene tradizionalmente presentato a novembre, durante la Festa di San Martino. Il progetto è curato con passione grazie al contributo di storici locali e associazioni come la “Casa delle Acque”, per mantenere vivo il legame tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni.

    In questo contesto nasce una cultura profondamente legata al ritmo delle stagioni e alla vita comunitaria. È qui che si inserisce il cosiddetto “lunario casalecchiese”, che non è un libro ufficiale nel senso stretto, ma una tradizione popolare: un insieme di saperi tramandati, legati al calendario agricolo, alle feste religiose e alle abitudini locali. Il lunario scandiva i tempi del lavoro nei campi, ma anche quelli della socialità: quando seminare, quando potare, quando festeggiare. In Emilia, e a Casalecchio in particolare, queste tradizioni si intrecciano con la religiosità popolare e con il paesaggio, creando un calendario “vissuto” più che scritto. Non è un caso che molte usanze siano ancora oggi legate a momenti specifici dell’anno, come la Pasquetta, che diventa occasione di cammino, incontro e memoria collettiva.


    Il cammino della Pasquetta

    l Sentiero dei Bregoli è uno di quei luoghi che, più lo si osserva da vicino, più rivela una stratificazione sorprendente di storie, usi e piccoli dettagli che spesso sfuggono a una prima passeggiata. Non è semplicemente un collegamento tra Casalecchio e il colle della Guardia, ma una sorta di “archivio all’aperto” dove ogni tratto conserva tracce di epoche diverse.

    Una delle curiosità più interessanti riguarda proprio il nome “Bregoli”. Non esiste un’interpretazione unica e definitiva: secondo la tradizione popolare deriverebbe dai “brègol”, cioè piccoli rami o fascine raccolti nel bosco, attività comune per chi viveva di economia rurale. Ma c’è anche chi ipotizza un’origine più antica, forse legata a termini longobardi o a deformazioni dialettali ormai perdute. Questo alone di incertezza è tipico della cultura orale emiliana, dove i significati non sono fissati ma evolvono con l’uso.


    C’è poi la dimensione devozionale, che cambia completamente il modo di leggere il sentiero. Con la realizzazione della Via Crucis, il percorso assume un significato spirituale: non è più solo un passaggio, ma una salita simbolica verso il Santuario della Madonna di San Luca. In questo senso, i Bregoli diventano una sorta di “versione selvatica” del più famoso portico che sale da Bologna: meno monumentale, ma più intimo e immerso nella natura.

    Un’altra curiosità riguarda l’uso sociale del sentiero nel Novecento. Prima della diffusione dell’automobile e del turismo organizzato, i Bregoli erano una vera e propria meta di svago popolare. Le famiglie salivano con ceste e tovaglie per fare picnic, i giovani li percorrevano come spazio di libertà, lontano dagli sguardi del paese. Per questo veniva spesso considerato il “sentiero degli innamorati”: un luogo discreto, dove parlare, incontrarsi, o semplicemente stare insieme.

    La tradizione di Pasquetta, ancora oggi molto sentita, è forse l’eredità più viva di questo passato. La camminata “su e giù per i Bregoli” non è solo un’escursione, ma un rito collettivo che unisce generazioni diverse. È interessante notare come questa usanza si colleghi idealmente al lunario locale: il tempo della festa primaverile, della rinascita e della vita all’aperto trova nei Bregoli il suo spazio naturale.


    Infine, un aspetto spesso trascurato è quello paesaggistico. Il sentiero è una sorta di confine ecologico: in pochi minuti si passa dall’ambiente fluviale del Reno al bosco collinare, con variazioni evidenti di vegetazione e luce. Questo lo rende un luogo privilegiato anche per osservazioni naturalistiche, ma soprattutto crea una sensazione molto particolare per chi lo percorre: quella di attraversare non solo uno spazio, ma più “mondi” diversi.

    In fondo, il fascino dei Bregoli sta proprio qui: non sono spettacolari nel senso classico, ma diventano ricchissimi se li si guarda con attenzione. Ogni passo aggiunge un dettaglio, ogni curva suggerisce una storia, e il sentiero, da semplice cammino, si trasforma in esperienza.


    Vista prospettica sulla città di Casalecchio di Reno
  • Il Focolare delle Idee


    La biblioteca Cesare Pavese, oggi in via Porrettana 360, era prima situata in via Cavour vicino alla sede del Liceo “L. da Vinci” e ha una storia ricca e interessante.


    Nel 1958, l’assessore alla Cultura di Bologna organizzò una collaborazione tra vari Comuni dell’area metropolitana, con l’obiettivo di unire biblioteche e punti di lettura e promuovere un progetto culturale sul territorio.

    La struttura della Casa della Conoscenza è stata costruita con grandi vetrate, per garantire luminosità naturale, spazi ampi e profondità, e favorire un rapporto continuo tra ambiente esterno e interno.


    Situata nel centro del Comune di Casalecchio di Reno, la Casa della Conoscenza è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: davanti all’edificio ci sono fermate per autobus e corriere, oltre a un parcheggio laterale per auto e motocicli.

    Nel 1966 ebbe inizio la progettazione della nuova biblioteca di Casalecchio, destinata a ospitare sale studio, scaffali con volumi di libri e sale di lettura.


    La prima Biblioteca “Cesare Pavese” nacque dalla collaborazione tra i comuni del territorio e fu intitolata al celebre scrittore e poeta per  l’alto valore civile e culturale.

    Nel Comune di Casalecchio di Reno troviamo anche altre strutture che onorano personaggi celebri, come il Palazzetto dello Sport “Cabral”, il Parco Francesco Zanardi e la Piscina Martin Luther King.


    Il progetto di costruire la nuova Casa della Conoscenza, come simbolo di centro culturale e cuore della comunità del paese, era inizialmente destinato a realizzarsi nell’attuale sede del Municipio, in seguito fu individuata l’area ampia ed estesa di via Porrettana davanti al teatro Laura Betti. 

    Nel secondo dopoguerra, Casalecchio era cresciuto diventando uno snodo particolarmente frequentato, anche grazie alla linea tranviaria Casalecchio-Vignola. Sul vasto piazzale dove oggi sorge la Casa della Conoscenza vi era il tracciato della linea ferroviaria. Si ricorda addirittura l’episodio  di un treno che, non riuscendo ad azionare i freni, sfondò le vetrate e finì la sua corsa dentro l’ufficio postale di via Garibaldi.


    Dopo la dismissione dei tram e della ferrovia, si aprì in una zona centralissima un vastissimo piazzale di terra battuta, ideale per ospitare il mercato settimanale e per la collocazione di un grande parcheggio. 

    Il luogo si prestava ad accogliere l’edificazione di un simbolo, un centro di aggregazione, che non a caso si inserì nella rete di toponimi che richiamano l’idea di casa come spazio condiviso — Casa della Salute, Casa dell’Ambiente, Casa della Solidarietà, Casa per la Pace.

    All’origine, come matrice comune, vi è proprio Casalecchio, ovvero un piccolo gruppo di case raccolte, unite per proteggersi sorte lungo il Reno, il cui nome rimanda allo scorrere delle acque del fiume. Da questa radice, quasi per gemmazione si riproducono nel paese questi ambienti che concentrano in sé significati, valori e accolgono una comunità fertile. 


    La Biblioteca, aperta da martedì a sabato, è frequentata da utenti provenienti da tutti i comuni limitrofi, come Sasso Marconi e Zola Predosa, compresa Bologna e offre servizi efficienti come il prestito circolante.

    Si tratta di una biblioteca di pubblica lettura, dove gli utenti possono consultare libri e volumi a scaffale aperto, ma anche enciclopedie, riviste e quotidiani. Di particolare interesse sono la selezione locale, dedicata alla storia del territorio, la sala morbida dedicata alla prima infanzia e quella destinata agli adolescenti, lo spazio computer e l’ampia sezione musicale.


    La biblioteca conserva anche testi antichi, tra cui il Fondo Napoleonico una collezione di circa 400 volumi, che si possono consultare su richiesta.