Autore: Sara Nahdi

  • La Chiusa di Casalecchio e il Canale di Reno: un’opera di antica sapienza 

    Sotto le vie di Bologna scorre una storia antica, intrecciata all’ingegno e alla forza dell’acqua. L’impianto efficiente della Chiusa di Casalecchio ha guidato per secoli lo sviluppo della città. Le sue acque alimentavano i canali, muovevano i mulini e facevano brillare la seta nelle mani degli artigiani. Fu grazie a questo straordinario sistema idraulico che Bologna tra il XIII e il XIV secolo, divenne un cuore pulsante d’industria e sapere in cui l’acqua non era solo risorsa, ma vita, progresso e meraviglia.

    La chiusa sorge in un’area strategica, in cui il Reno lascia l’Appennino per entrare nella pianura, è una delle opere idrauliche più antiche d’Europa ancora  funzionanti. La struttura originaria in legno fu costruita intorno al 1208 dai frati Benedettini, è stata sostituita nel XIV secolo da una costruzione in muratura più resistente, mantenendo l’orientamento obliquo, la regolazione delle acque e la logica modulare, che la rendono un esempio unico di continuità tecnica nel tempo.Il sistema della Chiusa sfrutta la gravità: a monte si forma un piccolo bacino che convoglia l’acqua verso l’incile. In caso di piene, la paratoia viene abbassata per impedire che troppa acqua raggiunga la città, lasciando il Reno proseguire lungo il suo corso naturale.

    Oggi la Chiusa è un luogo di cultura e turismo. Sono organizzate visite guidate, iniziative didattiche e culturali, e un impianto di illuminazione consente di percorrere il camminamento anche di sera. Bologna è una “città d’acqua invisibile” alimentata da una rete nascosta di canali che hanno rimodellato l’urbanistica e la vita sociale, favorendo la nascita di quartieri e luoghi di incontro. Nel 2010 l’unesco ha dichiarato la chiusa “patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani” riconoscendo il valore di questa opera di ingegneria idraulica e di potenza civili che unisce gli uomini attraverso il tempo.

    Bologna, la città d’acqua che vive sotto i nostri piedi

    Un viaggio tra storia, ingegno e memoria dei canali bolognesi

    I canali cittadini, rendono Bologna una vera e propria città sull’acqua, una piccola Venezia silenziosa. Il Canale di Reno, che attraversa la città fin dal 1300, rappresenta una delle testimonianze più importanti di questo passato, oggi visibile solo in luoghi come la Finestrella di via Piella, via Malcontenti e via Capo di Lucca fino alla storica Chiusa di Casalecchio. Nel Medioevo, i canali avevano molte funzioni: trasportavano merci fuori città, muovevano i filatoi meccanici della seta e resero Bologna una delle città più ricche d’Europa. L’acqua serviva anche per l’attività molitoria del grano, la produzione della carta e l’irrigazione degli orti urbani. Il sistema idrico garantiva lo smaltimento dei rifiuti, della neve e della pioggia in eccesso, proteggendo Bologna dalle alluvioni. La città aveva un porto fluviale in corrispondenza della salaria presso i giardini del cavaticcio collegato a Ferrara tramite il Canale Navile, usato per il trasporto di merci e passeggeri fino ai primi anni dell’Ottocento. Col tempo, però, molti canali vennero tombati, soprattutto tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, ma la rete idrica sotterranea rimase vitale per la città.

    Oggi i Canali di Bologna continuano a svolgere un ruolo fondamentale. Sono l’unico modo per portare acqua a gran parte della pianura a nord della città e per alimentare il Canale Navile, che ormai si comporta come un vero corso d’acqua naturale, con la sua flora e fauna. L’acqua dei canali viene utilizzata anche per la produzione di energia idroelettrica, e durante eventi di pioggia intensa serve da valvola di sfogo per evitare allagamenti.

    Tra il 19 e 20 ottobre 2024, un evento di pioggia intensa ha ricordato quanto questo sistema sia ancora oggi cruciale. Il torrente Ravone, con il suo bacino idrografico più grande, ha raggiunto livelli molto elevati mentre il Canale di Reno, vuoto per la secca, non poteva assorbire subito le acque in eccesso. Gli scaricatori di Casalecchio e Cavaticcio hanno avuto un ruolo decisivo per evitare danni maggiori. La pressione nei cunicoli  stretti tra le case del canale è aumentata fino a straripare. Ogni anno, ad ottobre, il Consorzio dei Canali di Bologna toglie l’acqua dal reticolo urbano per eseguire lavori di manutenzione e garantire la massima efficienza del sistema. 

    Accanto alla manutenzione di questo fitto reticolo d’acqua, negli ultimi anni sono stati realizzati diversi interventi di valorizzazione, come l’apertura di piste ciclabili lungo i canali di Reno e Navile, la risistemazione dell’area portuale, l’illuminazione dei tratti sotterranei e l’attivazione del portale Idrobo, che permette di monitorare in tempo reale i livelli dell’acqua nei canali e nei fiumi bolognesi. A Casalecchio, vengono organizzate periodicamente  visite guidate alla Chiusa di Casalecchio, soprattutto il sabato, per far conoscere al pubblico questo patrimonio ancora poco conosciuto.

    La storia dei canali bolognesi, iniziata otto secoli fa con la costruzione delle chiuse di Casalecchio e San Ruffillo, continua ancora oggi. Questi antichi canali, un tempo strumento di difesa e commercio, sono diventati parte integrante dell’identità urbana di Bologna. Custodiscono la memoria di una città che non ha mai smesso di scorrere sotto la superficie, ma viva come l’acqua che la attraversa.

  • Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano: storia, vino e nuove esperienze tra le colline bolognesi

    Una villa che parla di storia

    Sulle dolci colline che dominano Casalecchio di Reno, a pochi chilometri dal centro di Bologna, sorge Villa Marescalchi, residenza storica circondata da un grande parco verde e da vigneti che raccontano secoli di vita, cultura e produzione vitivinicola. La villa e la tenuta rappresentano oggi uno dei luoghi più affascinanti del territorio bolognese, dove storia, natura e vino si intrecciano in un quadro unico.

    La villa fu costruita nella metà del XVIII secolo dal conte Vincenzo Marescalchi. Inserita in una grande tenuta agricola, era circondata da un parco all’inglese con alberi secolari e si affacciava sui vigneti circostanti, che da sempre caratterizzano queste colline. Sebbene la villa originaria abbia subito gravi danni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando una parte significativa dell’edificio fu distrutta, ciò che rimane è stato restaurato con cura, mantenendo un forte carattere storico e architettonico.

    Nel corso dei secoli la proprietà passò attraverso matrimoni nobiliari alla famiglia Visconti di Modrone, antica e prestigiosa casata milanese. Oggi la villa appartiene ancora a questa famiglia, che ne custodisce la storia e continua a valorizzarne il patrimonio.

    La tenuta di Tizzano: un cuore produttivo

    Villa Marescalchi non è un luogo chiuso nel passato, ma fa parte di una tenuta agricola viva e produttiva, conosciuta come Azienda Agricola Tizzano. La proprietà si estende complessivamente su circa 230 ettari di terreno collinare, con esposizione al sole e un clima ideale per la viticoltura. Sulle pendici vengono coltivati vigneti dove crescono varietà locali e internazionali come Pignoletto, Barbera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco, Riesling Italico e Sauvignon.

    La tenuta è parte dell’area di produzione dei vini dei Colli Bolognesi, con vini riconosciuti sotto la denominazione DOC e DOCG. Tra questi il Pignoletto è uno dei vini più rappresentativi, disponibile in versioni frizzante, spumante e fermo, e considerato uno dei bianchi più tipici del territorio. La filosofia della produzione unisce tecniche moderne di vinificazione al rispetto per la tradizione e per il paesaggio agricolo, con cura manuale delle uve e attenzione alla qualità.

    Degustazioni, visite e attività odierne

    Oggi Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano sono aperte al pubblico attraverso diverse esperienze. L’azienda offre visite guidate in cantina e ai vigneti, durante le quali è possibile conoscere il processo di produzione del vino e degustare le varie etichette accompagnate da prodotti tipici locali. Le degustazioni sono su prenotazione e sono pensate per far conoscere non solo i vini ma l’intero legame con il territorio

    La tenuta ospita anche eventi stagionali e iniziative culturali. Tra queste ci sono concerti al tramonto tra i filari, passeggiate con degustazioni guidate e altre attività legate alla cultura del vino e della campagna. In alcune occasioni il parco storico della villa è stato inserito in manifestazioni come “Giardini Aperti”, attraverso cui è possibile visitare gli spazi esterni e apprezzare la bellezza naturale e storica del luogo.

    Un luogo da vivere

    Villa Marescalchi è quindi un luogo da vivere in prima persona, non un semplice monumento da guardare da lontano. Le sue stanze, il parco, i vigneti e le esperienze offerte permettono di immergersi nella storia e nella cultura dei Colli Bolognesi. Passeggiare tra i filari, visitare le cantine, degustare i vini e partecipare alle attività proposte significa comprendere appieno il valore di un territorio che unisce passato e presente, natura e gusto.

    In questo modo Villa Marescalchi e la Tenuta di Tizzano rappresentano un esempio di come un luogo storico possa continuare a vivere e a raccontare storie, attraverso la produzione del vino, la cura del paesaggio e l’accoglienza di chi desidera conoscerne la storia e il fascino.

  • 🎭 Il Carnevale di Casalecchio: dove la tradizione si fa festa (e noi ci siamo!)

    Immagine da Bologna Welcome, link

    Se state cercando un piano per una domenica diversa dal solito, lontano dalla noia dei centri commerciali, c’è un appuntamento a Casalecchio di Reno che non si può proprio perdere. Il Carnevale casalecchiese non è solo una sfilata, ma un vero concentrato di energia che trasforma le strade del centro in un palcoscenico a cielo aperto, capace di coinvolgere chiunque, dai più piccoli ai ragazzi della nostra età.

    Tutto questo non sarebbe possibile senza l’impegno costante della Proloco di Casalecchio di Reno. Si tratta di un’associazione fondamentale per il territorio, formata da persone che dedicano il proprio tempo libero a valorizzare la città. Sono loro la mente e il braccio dietro i grandi eventi locali: lavorano dietro le quinte per mesi per coordinare i carri, gestire la sicurezza e assicurarsi che ogni dettaglio sia perfetto, mantenendo vivo lo spirito di comunità che rende speciale Casalecchio.
    Il pezzo forte della giornata è senza dubbio la sfilata dei carri allegorici, che portano una ventata di colore e satira lungo via Marconi e le zone limitrofe.


    Questi giganti di cartapesta sono accompagnati da gruppi mascherati che ballano a ritmo di musica, trasformando il percorso in una grande festa itinerante. Mentre i carri avanzano, dalle torrette piovono caramelle, gadget e peluche, scatenando la solita, divertente “caccia al tesoro” tra la folla.
    Oltre allo spettacolo visivo, il Carnevale è un’esperienza che passa anche per il palato. Passeggiando per le piazze è impossibile resistere al profumo di sfrappole e castagnole appena fatte, i dolci tipici che sono il vero simbolo di questo periodo. Molti bar e stand locali si attrezzano per offrire il meglio dello street food bolognese, rendendo la sosta per la merenda un momento obbligatorio tra un lancio di coriandoli e l’altro.


    Info pratiche: come arrivare

    L’ingresso è totalmente gratuito, il che lo rende l’evento perfetto per passare un pomeriggio divertente senza svuotare il portafoglio. È l’occasione giusta per scattare qualche foto diversa dal solito, magari sfruttando lo sfondo dei carri, e per godersi quell’atmosfera di festa leggera che solo il Carnevale sa regalare prima che inizi il periodo più intenso della scuola.

    Clicca o Scannerizza il QR per avere più informazioni sul dove appoggiare la macchina, sarà semplicissimo!

    Raggiungere la festa è facilissimo anche per chi non ha la macchina: il centro è collegato benissimo sia con il bus 20 che con il treno (scendendo alla stazione di Casalecchio Garibaldi).