Autore: Asia Venturi

  • Sotto il sole del Lido

    La riviera, dove il tempo rallenta…


    Il Lido di Casalecchio, oggi da molti dimenticato, è stato a tutti gli effetti uno stabilimento balneare urbano, profondamente legato al corso del fiume Reno. E’ intorno alla metà degli anni Venti del Novecento che il paese, ovviamente privo di una spiaggia marittima, scoprì la possibilità di trascorrere le giornate estive in riva al fiume, per imitare la moda della vita da spiaggia che si stava allora affermando.

    In poco tempo, la riviera divenne un punto di ritrovo di sensazionale richiamo. Nelle domeniche d’estate, durante la Belle Époque, l’area si riempiva di bagnanti provenienti da Bologna e provincia in cerca di svago e socialità. C’era chi si rilassava al sole lungo il fiume, chi si esibiva in tuffi acrobatici, e chi si lanciava a tutta velocità sulle mitiche sblisgarole, scivoli naturali realizzati bagnando le lisce superfici in granito bianco della Chiusa. Gli stabilimenti erano semplici, pedane in legno, piccole cabine per cambiarsi e un chiosco dove bere qualcosa.  Un’esperienza balneare unica a due passi dalla città, che inaugurò il concetto di “spiaggia urbana”.


    Con l’arrivo del boom economico degli anni Sessanta, l’avvento dell’automobile e la diffusione del turismo di massa, le vacanze iniziarono a spostarsi verso il mare vero, più lontano ma ormai accessibile a tutti. Il Lido fu lentamente abbandonato, rimanendo però impresso nella memoria collettiva come il sogno di un’estate tutta bolognese.

    Con il passare dei decenni, il rapporto con il fiume è cambiato. Le questioni ambientali e di sicurezza, insieme allo sviluppo urbanistico di Casalecchio, hanno modificato il profilo delle rive del Reno. Il Lido, nella sua forma originaria, ha perso centralità ma non il suo significato. 

    Oggi le sponde sono apprezzate per le passeggiate e le attività all’aperto, per i momenti di relax nella natura, cullati dalle dolci correnti e il sollievo di una fresca serata dopo una giornata afosa.

    Perché è importante conoscerlo?

    Ritrovare il Lido di Casalecchio significa anche percorrere un pezzo della recente storia italiana. In fondo costituita di piccoli centri e punti d’incontro, forse trascurati dalle pagine dei libri ma ben presenti nella costruzione di una identità locale. Il Lido non è un sito turistico nel senso classico, ma un frammento autentico di vita vissuta, dove il passato continua a scorrere, proprio come il Reno, accanto al presente.

  • Parco Talon, il cuore verde di Casalecchio

    Un parco, una comunità

    A pochi passi dalla città di Bologna, immerso nel verde dei colli e accarezzato dal fiume Reno, si apre uno spazio straordinario: il Parco della Chiusa, un luogo dove la bellezza del paesaggio incontra la sostenibilità e l’inclusione sociale grazie al lavoro della cooperativa COPAPS. Un esempio concreto di come il territorio possa essere valorizzato nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

    Un polmone verde alle porte di Bologna

    Conosciuto anche come Parco Talon, il Parco della Chiusa si estende su oltre 100 ettari nel territorio di Casalecchio di Reno e lambisce i comuni di Bologna e di Sasso Marconi. Il Parco nasce come proprietà privata della famiglia nobile Sampieri Talon che nel XVI secolo acquistò queste terre e costruì la villa con ampi giardini ornamentali, alle pendici delle colline bolognesi. Questo spazio naturale è una vera oasi ecologica, caratterizzata da boschi, prati, sentieri e scorci panoramici che raccontano la storia del territorio. Si possono trovare anche specie animali, come: la salamandrina dagli occhiali, anfibio che assomiglia alla lucertola, che è il simbolo del parco; ma ci sono anche lupi, cinghiali, rapaci, faine… 

    È il luogo ideale per passeggiate, gite in bicicletta, attività all’area aperta o solo per rilassarsi immersi  nella natura. Il parco è accessibile da vari ingressi e collegato tramite percorsi ciclo-pedonali anche alla città di Bologna.

     

    Nel cuore del Parco, sorge l’Agriturismo Parco della Chiusa, progetto inaugurato nel 2023, che unisce accoglienza, ristorazione e attività educative in una struttura completamente rinnovata e accessibile. È possibile prenotare camere immerse nel verde, mangiare piatti semplici e genuini, partecipare a laboratori e visite guidate nella fattoria didattica, dove si scoprono le api, l’orto e gli animali. L’agriturismo è gestito dalla COPAPS, fondata nel 1979,  che accoglie persone in condizioni di fragilità con l’obiettivo dell’inclusione e inserimento nel mondo lavorativo.

    Il Parco e la Chiusa, che è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani, sono un angolo autentico e prezioso del nostro territorio, un’occasione per conoscere e sostenere chi lavora ogni giorno per una società più giusta, inclusiva e sostenibile.  

    I ragazzi della cooperativa agricola sociale si occupano della parte ristorativa ,della colazione e della preparazione del miele presso i laboratori di smielatura ed etichettano i barattoli di miele.

    Secondo noi ciò che rende il blog più personale e più vicino ai ragazzi della nostra età è raccontare le cose che ci piacciono fare nel parco, come andare in bici o rilassarci sull’ erba, e consigliare attività che abbiamo provato davvero. Possiamo anche suggerire un posto da vedere, come un punto panoramico  o un sentiero immerso nella natura.